IL MONDO SU 2 RUOTE E 2 PEDALI

Prima che diventassimo schiavi delle 4 ruote ed il Sig. Ford rivoluzionasse i nostri spostamenti, la bici era di certo il miglior modo di spostarsi e possedere una bicicletta era motivo di vanto tra amici e parenti.

Per capire il valore che una bicicletta potesse avere all’inizio del secolo scorso, pensate che in pochi potevano permettersi di acquistare una bicicletta e spesso solo a rate per dieci anni, le famiglie molto numerose condividevano una sola bicicletta che di solito era ad uso del capofamiglia e a turno per gli altri.

L’Emilia Romagna ha contribuito con molte innovazioni al mondo del ciclismo, a volte rivoluzionando la fase della saldatura, altre scoprendo verniciature che creavano stupore nelle persone; ci sono molti nomi che andrebbero citati per aver migliorato anche solo un dettaglio del mondo della bicicletta, qui ricordiamo Linicio Marastoni anno 1922 nato a Reggio Emilia e diventato famoso dagli Stati Uniti al Giappone per essere stato il sarto delle biciclette che ha trattato con estrema cura e perfezionismo, ancora ricordiamo Mario Martini il primo al mondo a donare ai telai la vernice sfumata rivoluzionando il modo di “vestire” le biciclette, con lui si è consolidata quella capacità che rende lo stile italiano in grado di donare eleganza e riconoscibilità ad ogni nostra creazione.

Martini vernici

L’Emilia Romagna è la seconda regione italiana per presenze cicloturistiche, il territorio si presenta piacevole da percorrere, andando da percorsi facili in zone pianeggianti, passando per colline disegnate e dopo una sosta in qualche azienda agricola o una stazione termale, si arriva in cima agli appennini per i percorsi più tosti; la regione si è attivata molto per riscoprire luoghi dimenticati che oggi si possono vivere nuovamente e che sono pronti a raccontare con entusiasmo la loro storia e chi prima di noi di li ci è passato e ha lasciato una traccia.

Per maggiori info ecco il Sito web

Il simbolo della bicicletta si è adatto a tante scene, dal postino che conduce il suo mezzo con devozione e cura per portare a termine al meglio il suo onesto lavoro, alla condivisione di una corsa con l’amico per andare in paese oppure con la ragazza appena conquistata con la promessa magari di insegnarle a condurre una bicicletta, infine lo scenario che ha dato più carattere a questo mezzo di trasporto è stato lo sport e tutto l’agonismo con cui si possono spingere due pedali e tagliare un traguardo.

L’essere umano si contraddistingue per i simboli che crea e la bicicletta è partita come la passione di giovani ragazzi che avevano imparato a saldare due tubi e che in quei tubi hanno visto un sogno, oppure guardando un telaio nudo si sono inventati un’opera d’arte in grado di vincere non solo per competenze tecniche, ma anche per stile; il passo successivo è stato attaccarci un motore e creare il primo bicimotore firmato da una ancora giovane fabbrica Ducati e venduta in tutto il mondo.

bicimotore
Di Yesterdays Antique Motorcycles en Classic Motorcycle Archive, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2952266

Il punto comune di tutte queste storie è l’Idea che ti spunta in testa senza avvertire e subito dopo arriva la Passione che ti suggerisce che quello che hai pensato è giusto e l’unica cosa da fare è raggiungere l’obbiettivo, questo è il punto di partenza di tante aziende italiane costituite da sognatori che prima di tutto erano artigiani e come tali l’unica cosa che potevano fare era costruire qualcosa che li facesse entrare nella storia.

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