UNESCO IN EMILIA ROMAGNA

L’organizzazione Unesco nasce nello stesso anno della fine della seconda guerra mondiale come monito per creare pace e preservare tutto quello che di bello c’è al mondo, che sia stato costruito dall’uomo o creato dalla natura stessa.

Dopo un evento che aveva portato tanta distruzione e che in molti casi ha cancellato per sempre siti secolari, la volontà è stata quella di creare un nuovo concetto di pace attraverso simboli materiali ed immateriali che influiscono nella società, considerati patrimonio come il nostro stesso DNA; ecco quindi che Unesco cerca ogni anno dal 1945 di creare pace ed istruzione grazie alla bellezza di luoghi simbolo e realtà che racchiudono un valore indescrivibile; è quindi nostro dovere mantenere la pace per salvare tutto questo.

Recentemente c’è stata una bella novità per la regione Emilia Romagna, in data 21 Giugno ’19 è stata dichiarata FiumePopatrimonio Unesco la Riserva di Biosfera ‘Po Grande’ che è diventata un’unica area che unisce già due siti Unesco: il Delta del Po (2015) e Collina Po (2016), abbiamo quindi inserito tutta l’area posta tra i due estremi del fiume più lungo d’Italia e che raccoglie un importante mosaico di ecosistemi: lanca, isolotti naturali, foreste, valli e campi coltivati così importanti per la nostra economia e le nostre tradizioni.

 

Questo però è l’ultimo riconoscimento di una modesta lista che vede la regione Emilia Romagna protagonista per diversi aspetti, vediamoli insieme.

Ecco i siti culturali iscritti alla lista come Patrimonio dell’Umanità:

  • Ferrara, Città del rinascimento e il suo delta del Po (1995)
  • Monumenti Paleocristiani di Ravenna (1996)
  • Duomo, Torre Civica e Piazza Grande, Modena (1997)

Inseriti in una lista provvisoria che combacia con il primo passo per ottenere il riconoscimento da parte dell’Unesco ci sono:

  • Centro storico di Parma (2006)
  • I portici di Bologna (2006)

Nel 2013 la Dieta mediterranea è stata nominata Patrimonio culturale immateriale e in questo caso tutta l’Italia è protagonista, per aver contribuito nella trasformazione delle materie prime più umili in piatti stellati, forse non è una caratteristica troppo culturale, ma noi siamo il popolo che mentre mangia parla di cibo e questo sottolinea ancora di più quanto sia forte il legame con la nostra cucina.

Nell’importante Registro Memoria del Mondo è inserita la biblioteca Malatesta Novello (2005) di Cesena. Cesena

Nella rete delle città creative troviamo:

  • Bologna, Città creativa UNESCO per la musica (2006)
  • Parma, Città creativa UNESCO per la gastronomia (2015)

Il programma ‘Rete delle Cattedre’ lanciato nel 1992 ha l’intento di promuovere una collaborazione tra risorse umane ed esperti focalizzata alla risoluzione di importanti problemi e sfide per contribuire allo sviluppo della società, i premi riconosciuti nella regione Emilia Romagna sono la Cattedra UNESCO in Pianificazione urbana ragionale per lo sviluppo locale sostenibile (2008), Università degli Studi di Ferrara e la Cattedra UNESCO in Pluralismo religioso e pace (2008), Università di Bologna.

“Building peace in the minds of men and women” Questo è il motto di Unesco, ovvero costruire pace nelle menti di uomini e donne e farlo attraverso luoghi e capacità che distinguono l’umanità dal resto degli esseri viventi, speriamo davvero che tutta questa ricchezza e bellezza potranno renderci più consapevoli del nostro patrimonio e più coscienziosi nel rispettarlo.

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